Uno studio dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi ha individuato un gene predisponente alla degenerazione del disco vertebrale

Il mal di schiena affligge 8 italiani su 10. E’ questo il risultato di uno Studio condotto dai ricercatori dell’Istituto IRCCS Ortopedico Galeazzi. Ma non solo. Gli studiosi  hanno individuato una particolare variante del gene del recettore della vitamina D che, se presente, è associata al processo di degenerazione del disco vertebrale.

Lo studio della dott.ssa Alessandra Colombini, che si è avvalsa della collaborazione della prof.ssa Sabina Cauci dell’Università di Udine, ha analizzato il DNA di 200 pazienti italiani con patologie della colonna, allo scopo di valutare la correlazione tra la degenerazione discale e le varianti nel gene del recettore della vitamina D, un potente ormone che da studi di biologia di base ha dimostrato di avere effetti metabolici a livello delle cellule presenti nel disco intervertebrale.

Abbiamo individuato delle varianti, dette polimorfismi, nel gene del recettore della vitamina D che possono essere considerate predisponenti per lo sviluppo della degenerazione del disco intervertebrale – afferma la dott.ssa Colombini – questo indipendentemente dall’ associazione delle patologie discali con specifici fattori di rischio osservati nel nostro studio, come la storia familiare, l’età avanzata, il fumo, l’obesità, la frequente esposizione a vibrazioni e un’attività lavorativa che richieda un notevole sforzo fisico

Questa scoperta apre la strada a nuove strategie di prevenzione: non è infatti possibile cambiare questa propensione scritta nel DNA, ma è sicuramente utile esserne consapevoli e adottare uno stile di vita sano, evitando di esporsi anche ai fattori di rischio ambientali, per ritardare l’insorgere del mal di schiena cronico e limitare gli effetti negativi sulla qualità della vita.

Fonte: https://www.insalutenews.it